Quando un’idea un po’ matta inizia a diventare realtà

Mi chiamo Diego, ho 14 anni e frequento l’istituto alberghiero. Se qualcuno mi avesse detto qualche anno fa che avrei iniziato a produrre humus di lombrico insieme a un mio amico, probabilmente gli avrei riso in faccia.

E invece eccomi qui a raccontare la storia di Biolò.

Biolò nasce da due ragazzi, da tante domande, da una passione per la natura e soprattutto dalla voglia di costruire qualcosa di nostro.

Io e Fabio ci conosciamo da poco. Lui ha 16 anni e frequenta un istituto chimico biologico. Io studio cucina e alimentazione. Siamo molto diversi sotto alcuni aspetti, ma abbiamo sempre avuto una cosa in comune: la curiosità.

Ci è sempre piaciuto capire come funzionano le cose. Smontarle, studiarle, provare a migliorarle. Siamo cresciuti tra campagne, orti, alberi da frutto, animali e giornate passate all’aria aperta. In un mondo dove tutti sembrano vivere davanti a uno schermo, noi abbiamo sempre trovato qualcosa di speciale nella terra.

Forse è proprio da lì che è iniziato tutto.

La passione per la natura e per il fai da te

Molti ragazzi della nostra età passano il tempo libero sui videogiochi. Noi pure, ma ci piaceva anche sporcarci le mani.

Ci divertiva costruire cose, fare esperimenti, osservare come cresce una pianta, capire perché un terreno produce meglio di un altro. Eravamo quelli che facevano domande su tutto.

Perché alcune piante crescono forti e altre no?

Perché certi terreni sembrano vivi e altri sembrano spenti?

Perché oggi si parla sempre più spesso di agricoltura naturale?

Più cercavamo risposte e più scoprivamo un mondo enorme che quasi nessuno racconta.

Un mondo fatto di microorganismi, sostanza organica, biodiversità e suoli vivi.

Ed è proprio lì che abbiamo scoperto l’humus di lombrico.

La scoperta dell’humus di lombrico

La prima volta che abbiamo sentito parlare di humus di lombrico ci è sembrata una cosa strana.

Pensavamo ai lombrichi come a quei piccoli animali che trovi dopo la pioggia. Non immaginavamo che potessero avere un ruolo così importante nella fertilità del terreno.

Abbiamo iniziato a informarci, leggere articoli, guardare video, confrontarci con agricoltori e appassionati.

Più studiavamo e più rimanevamo affascinati.

Scoprivamo che l’humus non è semplicemente un fertilizzante.

È qualcosa di diverso.

È materia organica trasformata dalla natura stessa in una sostanza stabile, ricca di vita microbiologica e capace di migliorare la struttura del terreno.

Ci ha colpito soprattutto una cosa: mentre molti prodotti agricoli cercano di nutrire direttamente la pianta, l’humus aiuta prima di tutto il suolo.

E un suolo sano riesce a sostenere piante più forti e più equilibrate.

Questa idea ci sembrava bellissima.

Un progetto nato da zero

La verità è ancora sappiamo poco rispetto a cosa può diventare.

Stiamo partendo da un piccolo terreno di lapillo vulcanico.

Lavoriamo manualmente, con gli attrezzi da orto.

Ci documentiamo, studiamo le risorse online, da Youtube, Blog, TikTok.

Abbiamo soltanto una forte motivazione e tanta voglia di imparare.

Abbiamo iniziato a studiare il comportamento dei lombrichi, i processi di compostaggio, la qualità delle materie prime e l’importanza della microbiologia del suolo.

Ogni nuova scoperta ci genera.

Ogni errore diventerà una lezione.

Ci siamo resi conto che produrre un humus di qualità non significa semplicemente mettere dei lombrichi in una vasca e aspettare.

Dietro c’è un lavoro enorme fatto di osservazione, pazienza e attenzione ai dettagli.

Ed è proprio questo che ci ha fatto innamorare ancora di più del progetto.

Perché abbiamo scelto San Cesareo

Quando abbiamo iniziato a immaginare davvero Biolò, ci siamo chiesti dove avrebbe dovuto nascere.

La risposta era davanti ai nostri occhi.

San Cesareo.

Qui la terra racconta una storia molto più antica di noi.

Molte persone non lo sanno, ma tutta l’area tra San Cesareo, Valmontone, Zagarolo e i Monti Prenestini è fortemente influenzata dall’antico Vulcano Laziale, lo stesso che ha modellato gran parte dei Castelli Romani.

Questo significa che i terreni hanno caratteristiche particolari.

Sono terreni vulcanici, ricchi di minerali, con una buona struttura e una naturale vocazione agricola.

Quando abbiamo iniziato a studiare questi aspetti ci siamo resi conto che non stavamo costruendo un progetto in un luogo qualsiasi.

Stavamo lavorando in un territorio che da secoli vive di agricoltura.

Qui crescono vigneti, uliveti, ortaggi, frutteti ed erbe aromatiche.

Qui la terra è parte della storia delle persone.

Il legame con il territorio

Una delle cose che ci rende più orgogliosi è proprio il rapporto con il territorio.

Vogliamo che ogni sacco di humus racconti da dove arriva.

Racconti il lavoro fatto ogni giorno.

Racconti la scelta delle materie prime.

Racconti la volontà di rispettare i cicli naturali.

Quando osserviamo i campi intorno a noi vediamo qualcosa che va oltre l’agricoltura.

Vediamo un ecosistema.

Vediamo una storia.

Vediamo una responsabilità.

Per questo abbiamo deciso che Biolò non sarebbe stato soltanto un progetto produttivo, ma anche un percorso di divulgazione e condivisione.

Due studenti che vogliono imparare facendo

Una cosa che ci piace raccontare è che continuiamo a essere studenti.

Fabio studia chimica e biologia.

Io studio alimentazione e cucina.

Ogni giorno impariamo qualcosa di nuovo a scuola e spesso ci ritroviamo a parlarne applicandolo al progetto.

Ci capita di confrontarci su processi biologici, trasformazioni naturali, qualità delle materie organiche e gestione del suolo.

A volte scherziamo dicendo che Biolò è diventato il nostro laboratorio personale.

Un posto dove la teoria incontra la pratica.

Un posto dove possiamo sperimentare, osservare e crescere.

Non vogliamo vendere un fertilizzante

Forse questa è la parte più importante di tutta la nostra storia.

Vogliamo contribuire a rigenerare il suolo.

Sono due concetti molto diversi.

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di agricoltura rigenerativa, biodiversità e salute del terreno.

Noi crediamo che il futuro dell’agricoltura passi proprio da qui.

Un terreno ricco di sostanza organica è un terreno più resiliente.

Un terreno vivo riesce a trattenere meglio l’acqua.

Un terreno biologicamente attivo favorisce lo sviluppo delle colture.

Per questo il nostro obiettivo non è soltanto creare un buon humus.

Il nostro obiettivo è restituire valore al terreno.

Dietro Biolò c’è un diario di bordo

Una delle decisioni che abbiamo preso fin dall’inizio è stata quella di documentare il percorso.

Vogliamo raccontare anche gli errori, i dubbi, le prove e le difficoltà.

Perché la verità è che stiamo costruendo tutto passo dopo passo.

Biolò è un progetto giovane, proprio come noi.

Ogni settimana impariamo qualcosa.

Ogni mese facciamo un piccolo passo avanti.

E ogni traguardo raggiunto ha un significato speciale perché sappiamo quanta strada c’è stata dietro.

Il futuro che immaginiamo

Non sappiamo esattamente dove ci porterà questa avventura.

Sappiamo però perché abbiamo iniziato.

Abbiamo iniziato perché amiamo la natura.

Abbiamo iniziato perché crediamo che il suolo sia una risorsa preziosa.

Abbiamo iniziato perché volevamo costruire qualcosa di autentico.

Biolò oggi è l’idea di due ragazzi che hanno deciso di seguire una passione invece di lasciarla nel cassetto.

Forse è davvero un’idea un po’ matta.

Ma spesso le idee più belle iniziano proprio così.

Con una domanda.

Con una curiosità.

Con due amici che guardano un pezzo di terra e immaginano qualcosa che ancora non esiste.

Noi abbiamo deciso di provarci.

E questa è soltanto la prima pagina della storia di Biolò.


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